Ancor oggi alcuni ricercatori e medici specialisti sostengono che l’ipnosi possa consentire di riportare alla luce informazioni preziose a lungo rimaste sepolte (Scheflin, Brown, Hammond, 1997). Ciononostante, in generale, si è verificato un cambio di rotta nelle opinioni degli esperti (Kassin et al., 2001) al punto che gli psicologi forensi riconoscono generalmente che l’ipnosi o non ha alcun effetto sulla memoria (Erdelyi, 1994) o può compromettere e distorcere i ricordi (Lynn et al., 2001). Nei casi in cui l’ipnosi aumenta effettivamente la precisione dei ricordi - spesso perché le persone, quando non sono sicure, riferiscono comunque degli eventi, tirando a indovinare - questo incremento è controbilanciato o persino superato dall’aumento di ricordi imprecisi (Erdelyi, 1994; Steblay, Bothwell, 1994).
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Come abbiamo accennato, alcuni ritengono che l’ipnosi possa aiutare a ricordare le primissime esperienze di vita: vediamo allora se i risultati ottenuti a questo riguardo siano più positivi. In un documentario televisivo (Frontline, 1995) è stata mostrata una seduta di terapia di gruppo in cui una donna è regredita temporalmente fino all’infanzia, poi al grembo materno e infine al momento in cui era intrappolata nella tuba di Falloppio della madre. La donna ha fornito una dimostrazione convincente del disagio fisico ed emotivo che si proverebbe rimanendo effettivamente bloccati in questa scomoda posizione. Anche se la donna potrebbe aver creduto alla realtà dell’esperienza, si può essere assolutamente sicuri che essa non era basata sul ricordo. Infatti, i soggetti che fanno esperienza di una regressione temporale agiscono in base alle proprie conoscenze, convinzioni e assunzioni sui comportamenti tipici di una certa età. Come ha dimostrato Michael Nash (1987), negli adulti regrediti all’infanzia, manca, per molti aspetti, la prevista corrispondenza con gli indici dello sviluppo infantile, fra cui l’ampiezza del vocabolario, le prestazioni nei compiti cognitivi, le onde cerebrali (EEG) e le illusioni visive. Per quanto possano sembrare affascinanti, “le esperienze di regressione temporale” non comportano il ripristino vero e proprio di esperienze, comportamenti o emozioni vissuti nell’infanzia.
I grandi miti della psicologia popolare - Contro i luoghi comuni
Lilienfeld, Jay Lynn, Ruscio, Beyerstein